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Esecutivo Provinciale Cobas Scuola Lucca

  La Flc Cgil e i Cobas scuola Lucca sono decisamente contrari al commissariamento governativo della Regione Toscana e di altre 3 Regioni per procedere d’imperio agli accorpamenti scolastici: un comportamento connotato da una forte impronta autocratica in linea con la politica generale del governo Meloni. La decisione, motivata con la necessità di rispettare la tabella di marcia sul programma degli accorpamenti, è arrivata a pochi giorni dalla nomina di un nuovo responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale, che ha assunto il ruolo di commissario e ha prontamente dichiarato che il dimensionamento provocherà solo qualche effetto limitato sull’organico Ata e non avrà effetti sull’organico docenti! Per rinfrescare la memoria al neo-Commissario ricordiamo che solo in provincia di Lucca (in cui sono concentrati il 25% delle scuole che perderanno l’autonomia, 4 su 16!) in base ai dati forniti dall’Ambito territoriale di Lucca dell’Ufficio che lui stesso dirige si perderanno 4 posti di dirigente, 4 di DSGA, 3 di assistenti amministrativi e ben 21 di collaboratori scolastici! Ciò significa non solo trasferimenti forzati, ma perdita del lavoro per i precari! Infatti, la tabella degli organici prevede un aumento dei posti al crescere degli iscritti e dei plessi, ma in modo meno che proporzionale, in particolare a partire dai 1100 studenti. Ma in prospettiva si perderanno anche posti per i docenti, soprattutto alle superiori, perché le classi vengono formate con riferimento al totale degli iscritti indipendentemente dai diversi indirizzi presenti nella stessa Istituzione. Per cui avremo un minor numero di classi, più classi pollaio e meno docenti. Infine, avremo collegi pletorici, che diventano di fatto organi di ratifica delle decisioni del Dirigente- Manager. Anche sul piano amministrativo la gestione sarà sempre più complessa con un aumento ulteriore del carico di lavoro delle segreterie!  Il governo di destra continua nella politica di usare il calo demografico per tagliare gli organici e usare i risparmi (5,3 miliardi a livello nazionale) per finanziare la differenziazione retributiva tra i docenti e per ridurre la spesa per la scuola, mentre stanzia altri fondi per chi iscrive i figli alle scuole private!  Al contrario il calo demografico dovrebbe essere l’occasione per ridurre il numero degli alunni per classe e migliorare la qualità dell’istruzione.
La scelta del governo Meloni è più di carattere politico che organizzativo, in quanto mira ad esautorare la Regione, che aveva presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato. Va detto che la Toscana non rifiuta la scelta del dimensionamento in sé, ma contesta il criterio di calcolo del numero delle Istituzioni da sacrificare, basato per il governo sulle previsioni statistiche relative all’andamento demografico, mentre per la Regione bisogna rifarsi al numero effettivo degli studenti. Con tale metodo le scuole toscane da tagliare non sarebbero più 16 ma 8 (e una sola in provincia di Lucca). Per cui la Regione aveva approvato la delibera sulle 16 scuole da accorpare, ma ne aveva sospeso gli effetti in attesa dell’esito del ricorso, su cui, tra l’altro, decide di fatto il Consiglio dei Ministri, ma in base al parere obbligatorio e vincolante del Consiglio di Stato, che forse il governo teme, vista la brusca accelerazione! E’ paradossale che il commissariamento di 4 Regioni avvenga mentre la destra porta avanti la sciagurata riforma dell’Autonomia differenziata che aumenta a dismisura i poteri delle Regioni stesse!
I Cobas scuola e la Flc Cgil Lucca rinnovano l’appello contro gli accorpamenti scolastici, chiedono alle istituzioni di invertire la rotta e di investire sulla scuola pubblica, ma invitano anche la società civile a far sentire la propria voce per contrastare una scelta politica che peggiora la qualità della scuola pubblica
Rino Capasso – Esecutivo provinciale Cobas scuola
Antonio Mercuri – Segretario provinciale FLC CGIL

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