21 marzo_“LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DELLE MAFIE”

APPUNTI PER NON DIMENTICARE “LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DELLE MAFIE”

APPUNTI PER NON DIMENTICARE “LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME DELLE MAFIE”

Il 21 marzo si ricorda la giornata internazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

Anche il mondo della Street Art partecipa attivamente per ricordare al mondo di non dimenticare: “i graffiti hanno più possibilità di significare qualcosa o di cambiare le cose di ogni altra cosa che rimane invece al chiuso. I graffiti sono stati utilizzati per dare inizio a rivoluzioni, fermare le guerre e in generale sono la voce delle persone che non sono ascoltate. Sono uno di quei pochi strumenti che hai, anche se non possiedi quasi nulla”, scrive il writer inglese Bansky, uno dei maggiori esponenti della Street Art.


Quando l’arte spezza le cornici in cui e’ in genere circoscritta e invade lo spazio urbano, il suo pubblico si moltiplica: non solo musei, ma anche il passante occasionale. I graffiti diventano allora uno strumento veloce e immediato, una possibilità di inviare messaggi diretti soprattutto a noi giovani.
Tra le opere realizzate da Bansky, un suo graffito rappresenta secondo la nostra opinione al meglio il significato di “memoria”, Cleaner.
Questa immagine è nella strada pubblica in Inghilterra. In superficie, è una rappresentazione di arte rupestre che è (presumibilmente) stata lì per centinaia e centinaia di anni. Al suo fianco c’è un uomo in uniforme, una specie di impiegato pubblico, a cui è stato commissionato di lavare la parete alla sua tela bianca originale.
Gli stessi dipinti che si vedono sullo sfondo non sono altro che persone che disegnano sui muri. Poi c’è l’acqua che fuoriesce dal tubo. Questo è l’orrore dell’immagine. Anche gli animali e le persone disegnate sulla tela sembrano impazzire per questo orrore. La gente, tenendo in mano archi e lance, salta su e giù in segno di protesta mentre gli animali corrono selvaggiamente. Questa opera rappresenta un uomo che vuole eliminare la cultura, vuole eliminare i pensieri, la memoria.
Complessivamente, l’immagine è davvero un grido di accettazione. Chiede che l’arte dei graffiti sia mantenuta con lo stesso peso e lo stesso respiro di qualsiasi altra arte esistente, che i ricordi, anche brutti, siano mantenuti e non cancellati.

 

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